Affrontare lo studio con consapevolezza

Pubblicato da mimmopili1 il

7 pratici consigli per affrontare lo studio universitario con piacere

Pensavo di averle davvero provate tutte, ma in una settimana ho dovuto sudare quanto non avevo mai fatto durante la mia esperienza di studente universitario.
Le vacanze di Natale, si sa, sono una croce per gli studenti universitari: sessione invernale, pranzi, cene, serate con gli amici, capodanno, parenti – e chi più ne ha più ne metta – non vanno molto d’accordo. Un po’ come il latte caldo e un bicchiere d’acqua ghiacciato. L’hai mai provato?

Ecco, in tutto questo ho dovuto preparare tre esami.

*inizio autoconversazione*

– E che ci vuole?

– Tre esami da dare in una settimana.

– Ma non potevi darli a febbraio?

– No, ed è questo il punto.

Percorsi Turistici e Culturali, Marketing delle Destinazioni e Marketing Turistico per un totale di… *rullo di tamburi* 21cfu, tutti e ventuno conseguiti. Adesso, la laurea a luglio (mio primario obiettivo da quando mi sono iscritto all’università) si fa sempre più vicina.

La prima cosa che ti viene da pensare è:

– Come diavolo hai fatto?
– Beh, in realtà non lo so nemmeno io.

Mia mamma direbbe “basta studiare” e in realtà è proprio questo il primo punto.

Proverò a spiegarti come per me lo studio non rappresenti un peso attraverso sette consigli pratici.

Attenzione: questi consigli sono validi per me, non pretendo che siano validi anche per te

1. Devi solo studiare

Sembra una banalità ma non lo è. Più studi, più probabilità hai di coprire con successo tutte le possibili domande che ti capiteranno ad un esame.

Affronta lo studio con questa prospettiva: non esiste fortuna, esisti tu e il/la professore/professoressa. In quei 15 minuti lui/lei ha un portafoglio di domande da cui attingere, non dargli la possibilità di pescare quella che non sai.
Certo, magari non sarai preparato al 100% su tutto, ma saprai muoverti tra le nozioni che hai in testa e in un modo o nell’altro riuscirai a cavartela alla grande in attesa che tra tutte le domande possibili, arrivi il tuo cavallo di battaglia.

*Spoiler Alert*

Il cavallo di battaglia potrebbe non chiedertelo2

2. Studia per conoscere, non per passare l’esame e/o per il voto.

Iscriversi all’università significa investire tempo che per me è la risorsa più scarsa a nostra disposizione.
La nostra vita è un battito di ciglia, sprecare tempo all’università significa non averne quando realmente ne abbiamo bisogno.
Detto questo, se ti sei iscritto ad un corso universitario si presuppone che la tua ambizione sia quella di proseguire in un determinato campo ed essere il migliore, che senso ha studiare per passare l’esame o per prendere 30 copiando?

E’ vero, la media alta fa piacere a tutti, ma non deve essere l’obiettivo primario. Il voto, così come i soldi, è ciò che otteniamo in cambio dei nostri sacrifici. Perciò, più sarai disposto a sacrificarti, più il voto sarà alto. Tuttavia, delle volte ci sono situazioni dove il voto non dipende da te, per questo motivo studia per conoscere.

Quelle nozioni che dal tuo punto di vista hanno la funzione di farti sostenere l’esame con successo, ti serviranno una volta che entrarai nel mondo del lavoro. E, in un mercato del lavoro sempre più competitivo, troverai qualcuno che quelle competenze le ha acquisite per lavorare e che, economicamente parlando, ha nei tuoi confronti un vantaggio competitivo.
Studia per conoscere, non per passare l’esame.

3. Datti una deadline, dividiti il carico di studio, organizzati la giornata

Prima di affrontare un esame solitamente procedo in questo modo:

Esempio dei miei problemi mentali prima dell’esame

  1. Ho l’esame fra 15 giorni *datti una deadline*
  2. Ho 300 pagine da studiare
  3. Mi lascio due giorni su quindici per ripetere e vedermi le cose che non ho bene a mente *dividiti il carico di studio*
  4. Divido le pagine da studiare per il numero dei giorni (300/12=25 pagine al giorno) *dividiti il carico di studio*
  5. Massimizza il rapporto pagine/ore *organizzati la giornata*

Abitualmente, studio dalle tre alle quattro ore giornaliere, con intervalli di 10 minuti di pausa ogni 50 di studio.
Il cervello è come un muscolo: più lo sfrutti, meno sarà produttivo e per uno che studia economia (momento vanto) significa sedersi davanti a un libro in cambio del niente, ovvero sacrificare cento per ottenere zero. Non studiare venticinque ore al giorno, mettiti sotto tre ore e sii produttivo: immagazzina quanto più possibile.

4. Fai pause

So di gente che si autolesiona con otto ore di studio no stop.

*conversazione con un matto*

– Non riesco a studiare meno di otto ore di fila, ho paura di non farcela
– Ma sei fuori? Riposati, stacca dai contenuti del libro, fatti una passeggiata, fai merenda, fai una pausa. Sarai più produttivo.

L’ansia gioca brutti scherzi e in questi casi bisogna prendere il controllo di noi stessi e non lasciarsi prendere dal panico. L’avvicinarsi di un esame ci costringe a rimanere davanti a un libro, solo per non avere sensi di colpa nel caso in cui l’esame non vada bene. In realtà se non è andato bene è perché abbiamo sbagliato qualcosa nello studio, tipo rimanere a leggere la stessa frase per mezz’ora senza capirne il significato perché la nostra testa era troppo stanca per pensare di capire quella frase.

Sii produttivo. *keep that in mind*

5. Studia in compagnia

Se ne hai la possibilità condividi lo studio con i tuoi colleghi. Avere l’opportunità di ripetere a voce alta, porre domande e cazzeggiare massimizzerà la mole di nozioni necessarie per passare un esame. Infatti, quando studiamo da soli, tendiamo a focalizzarci solo su punti di nostro interesse, tralasciando quelli di cui non siamo interessati.

In un gruppo di tre (o quattro persone massimo), ognuno si sarà focalizzato su punti del programma diversi, messi insieme vai a coprire l’intero programma.

*conversazione con il matto di prima*

– Ho scoperto l’acqua calda?!
– Non penso, ma non darlo per scontato.

6. Frequenta le lezioni e sii pro-attivo

Le basi.
Frequenta le lezioni, ti permetteranno di capire concetti che altrimenti non troveresti sui libri.
Non basta.
Sii pro-attivo. Non andare a lezione per scaldare la sedia: poni domande al professore, prendi appunti, concentrati e fai esempi concreti nella tua mente.
Con questo metodo hai fatto metà del lavoro.
E se all’esame ti salvasse proprio quell’esempio che il professore ha fatto a lezione o quella domanda che hai posto al docente?

7. Non esiste la fortuna in un esame

Lo so, avresti voluto un punto dove avrei detto “ci vuole un po’ di culo”. No, il culo non esiste. Esiste la probabilità che è diversa dalla fortuna.

“In matematica, la probabilià è il rapporto fra il numero dei casi favorevoli all’evento e il numero dei casi possibili quando tutti i casi considerati siano ugualmente possibili”

Tieni questo a mente, e se non ti è chiaro torna al primo punto “Basta studiare”. Più eventi favorevoli riesci a portare dalla tua parte, meno saranno le probabilità di incombere in una domanda che non conosci e unendo tutti gli altri punti di cui ti ho parlato, l’esame lo passerai al 99%.

*Lasciamoci l’1%, non si sa mai: non vorrei che la colpa fosse mia*

Conclusioni. “Male che vada lo do al prossimo appello”

Non volevo vantarmi, ma sinora ho passato tutti gli esami, studiando relativamente poco (dal punto di vista di coloro che studiano diciassette ore al giorno senza capire niente di ciò che leggono).
Ti dirò di più, negli esami dove ho studiato come un dannato ho preso i voti più bassi (19 in statistica *mannaggia*), in quelli dove ho studiato di meno ho preso il massimo (30 in matematica).

*WTF?!*

Male che vada lo do al prossimo appello” è una frase che mi ripeto prima di iniziare l’esame. Mi dà la sensazione di essere in pace con me stesso, di non avere nulla da recriminare, e ciò mi fa abbassare lo stato d’ansia pre-consegna del compito o inizio dell’interrogatorio.

Attenzione, pronuncia quella frase se davvero hai fatto il massimo per prepararti, se no finirai con non studiare e con il ripeterti “tanto lo do a prossimo appello”.
Don’t do that.

Giusto per… non passare un esame non è sinonimo di stupidità, ma l’occasione di continuare ad approfondire gli argomenti per cui non si è totalmente sicuri.

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Categorie: Università

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